Comitato Provinciale della Croce Rossa di Bergamo
Associazione amici dell'archivio Storico
 
Gli oggetti


Per presentare questa esposizione
non vi sono parole migliori di quelle di Henry Dunant


"Magenta, Milano, Pavia, Lodi, Cremona, Brescia, Lonato, Castenedolo. Vittorio Emanuele e Napoleone III° marciano verso il Mincio. "

"...Il 23 (giugno 1859) sera l'Imperatore, comandante supremo, aveva impartiti precisi ordini perchè l'armata del Re Vittorio Emanuele, accampata a Desenzano e formante l'ala sinistra dell'esercito alleato, si portasse, il 24 mattina, su Pozzolengo; il maresciallo Baraguey d'Hilliers doveva puntare su Solferino, il maresciallo duca di Magenta su Cavriana, il generale Niel doveva raggiungere Guidizzolo e il maresciallo Canrobert Medole, la Guardia imperiale doveva andare a Castiglione. Complessivamente il contingente franco-piemontese era formato da 150.000 uomini e 400 pezzi d'artiglieria. L'Imperatore d'Austria disponeva di due armate per un totale di 170.000 uomini appoggiati da circa 500 pezzi d'artiglieria ed era disposta, il mattino del 24, nella zona collinosa tra Pozzolengo, Solferino, Cavriana e Guidizzolo. I due eserciti, benchè in marcia l'uno contro l'altro non s'aspettavano di entrare in contatto e di scontrarsi in così breve volger di tempo; alle tre del mattino gli avamposti si trovano a contatto, le trombe suonano la carica, i tamburi rullano; alle sei il combattimento è fortemente impegnato..."

"...alle sei di sera cominciano ad entrare in Villafranca i primi convogli di feriti; i feriti più leggermente, dapprima, e poi i più gravi: enorme, durante tutta la triste nottata, ne fu l'affluenza, e quanti di questi sventurati restarono abbandonati, giacenti sulla terra umida del loro sangue! ... Quante lacrime silenziose furono versate in quella dolorosa sera, quando non ebbero più alcun senso ogni falso amor proprio, ogni rispetto umano! ... Nel silenzio della notte si odono gemiti, sospiri soffocati pieni di angoscia e di sofferenza e voci strazianti che implorano soccorso ... Il sole del 25 illuminò uno dei più orrendi spettacoli che si possono immaginare. Il campo di battaglia è coperto dappertutto di cadaveri ...; le strade, i fossati, i dirupi, le macchie, i prati sono disseminati di corpi senza vita ... Gli sventurati feriti che vengono raccolti durante la giornata sono pallidi, lividi, annientati. Alcuni, e special modo quelli che sono rimasti gravemente mutilati, hanno lo sguardo ebete e sembrano non comprendere ciò che si dice, fissando con occhi sbarrati chi rivolge loro la parola ... Altri, con le piaghe aperte su cui ha già cominciato a svilupparsi l'infezione, sono come pazzi di dolore e si torcono negli ultimi spasmi dell'agonia". (Cadaveri di soldati dei due eserciti sono stati trovati, qua e là sul campo di battaglia, anche durante le tre settimane successive al 24 giugno) ..."

"... La vista di quei giovani mutilati, privi di un braccio o di una gamba, che ritornano mestamente al loro focolare, non deve far nascere il rimorso, il rimpianto di non aver tentato di prevenire le funeste conseguenze delle ferite, che avrebbero potuto essere guarite grazie a soccorsi efficaci, inviati ed elargiti tempestivamente? ... Per un compito di questa natura non ci vogliono dei mercenari, ma infermiere e infermieri volontari, diligenti, preparati, iniziati a questo compito ... V'è un appello da lanciare, una supplica da rivolgere agli uomini d'ogni Paese e di ogni condizione, ai potenti del mondo come ai più modesti artigiani, giacchè tutti possono, in un modo o nell'altro, ognuno nella propria sfera, concorrere alla nobile iniziativa".

Da: "Un souvenir de Solferino" di Henry Dunant - occasionale testimone della battaglia, organizzatore dei soccorsi e promotore dell'Idea di Croce Rossa.

 
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