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Nel 1978, da una idea del Volontario Antonio Gnecchi, il Presidente Emilio Lombardini con tutto il Consiglio dispose affinché venissero raccolti ed ordinati tutti i documenti e i cimeli riguardanti la Croce Rossa bergamasca.
Il 3 febbraio 1979, durante una conferenza stampa, viene comunicatoo che "...il materiale sarà quindi scelto e catalogato: una parte sarà ordinata in un museo da allestirsi presso la sede di via Broseta a Bergamo; il resto costituirà l'Archivio Storico della CRI bergamasca, con annessa fototeca. Lo scopo, è evidente, è di evitare la dispersione di materiale prezioso, il quale invece verrà messo a disposizione per studi e ricerche, per mostre e per eventuali pubblicazioni in volume...".

Così è stato deliberato nel 1978 ma, tenuto conto dei tempi della burocrazia, bisogna attendere il 1985 perchè il Presidente Franco Morotti incarichi la dottoressa Maria Cristina Rodeschini Galati di riordinare tutti i documenti che Antonio Gnecchi provvisoriamente aveva selezionato e conservato in quegli anni; arriva pure un primo "titolario degli atti d'archivio" dal Comitato Centrale che permette di dare inizio ai lavori in modo organico. Si è ritenuto necessario, inoltre, porre l'Archivio sotto la tutela della Soprintendenza Archivistica della Regione Lombardia.
Il 15 marzo 1988 il Presidente Luigi Ribolla ufficialmente nomina Antonio Gnecchi Responsabile dell'Archivio Storico.

Nel 2003, per problemi di salute, il cav. Antonio Gnecchi lascia l'incarico di Conservatore dell'Archivio Storico e viene nominato Conservatore onorario; gli succede, nominato dal Commissario Fernando Spada, il M.llo Capo C.R.I. Ernesto Alessio.


 
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