Comitato Provinciale della Croce Rossa di Bergamo
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Fino alla fine del settecento, per evitare la lettura da parte di estranei, si sigillava la posta ponendo un disco di ceralacca sul lembo ripiegato del foglio e, per maggior sicurezza, il mittente vi imprimeva un sigillo con il suo stemma gentilizio o un monogramma.
Successivamente la ceralacca venne sostituita da un dischetto di carta rossa gommata, chiamato chiudilettera.
Alla fine dell' ottocento i chiudilettera apparvero in diversi formati e con i margini dentellati come i francobolli. Usati anche per commemorare eventi od istituzioni, presero il nome di erinnofili (dal tedesco erinnern: ricordo e dal greco philos: amico).
Nei primi anni del ventesimo secolo furono soggetto per molti artisti per cui vennero utilizzati anche come complemento di eventi postali ed apposti sulle buste a fianco dei francobolli con, si badi bene, impresso un loro valore per cui destarono l'interesse dei collezionisti del settore.

La Croce Rossa non si lasciò sfuggire l'occasione e, grazie alla vendita di queste vignette ha potuto, durante la Prima Guerra Mondiale, raccogliere fondi per affrontare gran parte delle spese per assistere i quasi cinquecentomila soldati feriti o malati e trasportare sui treni-ospedale ottocentomila prigionieri malati sia italiani che austriaci.
La nostra collezione accorpa anche erinnofili più recenti per i quali sarebbe più corretta la denominazione di "piccoli adesivi".


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Cosa viene conservato
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